Il Sentiero della Libertà

LA MANIFESTAZIONE

Inaugurato il 17 Maggio del 2001 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il Sentiero della Libertà è una marcia internazionale in commemorazione del percorso che portava partigiani, prigionieri di guerra (in particolare quelli del campo di prigionia n. 78 di Fonte d’Amore) e antifascisti verso la parte già liberata dagli Alleati.

Il percorso parte da Sulmona e nell’arco di tre giorni si raggiungono marciando a piedi i paesi di Campo di Giove, Taranta Peligna e Casoli. Si tratta delle tappe chiave percorse 60 anni fa da chi cercava la libertà e la salvezza oltre la linea Gustav, che separava l’Italia liberata da quella ancora sotto il giogo del nazifascismo dopo l’8 settembre del 1943. A condurre attraverso gli aspri e duri sentieri del Morrone e poi della Majella, fino al tanto bramato Guado di Coccia, vi erano guide del posto e partigiani della Brigata Majella.

Fra i tanti che percorsero questi difficili sentieri, vi era anche un giovane ufficiale, Carlo Azeglio Ciampi, fra i più amati Presidenti della Repubblica degli ultimi anni, che ha testimoniato con un lungo diario la sua personale esperienza. Per chi volesse approfondire l’argomento esistono diversi libri che riportano le avventure di chi è riuscito a raggiungere gli alleati grazie all’aiuto disinteressato di tanti nostri compaesani, nonostante le minaccie di rappresaglia e le condanne a morte previste dai tedeschi.

L’ESPERIENZA DI ASPROMONTE LIBERAMENTE (ANNO 2002 – SECONDA EDIZIONE)

Da Sulmona a Casoli, oltre la linea Gustav, nei territori liberati dai Partigiani della Brigata Maiella. Un sentiero lungo 64 chilometri che ha aiutato tantissimi a scappare dai territori controllati dai nazi-fascisti, dal Campo di prigionia di Sulmona a Campo di Giove e da qui, oltre il Monte Amaro, a Taranta Peligna un paese in cui gli occupanti rasero al suolo il 93% della abitazioni per terrorizzare gli abitanti ed indurli a non aiutare i partigiani. Infine da Taranta a Casoli sotto l’acqua a sfilare cantando Bella Ciao con gli Alpini e col suono della zampogna di Don Mico.
 
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